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Xiaomi porta i nuovi SoC al MWC 2018

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È notizia della scorsa settimana quella che vede Xiaomi sbarcare ufficialmente in Italia ed in particolare a Milano, con il secondo store europeo dopo quello madrileno pronto ad aprire i battenti probabilmente in primavera. Ma quali sono i programmi a breve termine della “Apple Of China”?

LA STRATEGIA

La casa cinese, dopo aver battuto ogni record di vendita in patria ed in India, dove nell’ultimo trimestre ha scalzato dal trono una regina del mercato globale come Samsung, sta operando una serie di scelte tecnologiche e commerciali strategicamente valide, al fine di sfruttare l’onda positiva per sbarcare in occidente in grande stile e dare davvero del filo da torcere ai leader di vendite europei ed americani. In quest’ottica va inquadrata la scelta di partecipare per la seconda volta (dopo il debutto del 2016) al MWC di Barcellona che si terrà a partire dal 26 Febbraio.

RUMORS

Sarebbe logico aspettarsi la presentazione di qualcosa di importante sul fronte smartphone, ovvero almeno uno tra il Mi 7 e la versione aggiornata del Mi Mix 2: il Mi Mix 2S. Ma se non fosse così? Rumors interni alla società aprono alla possibilità che non venga presentato alcun nuovo smartphone. Gli attesi Mi 7 e Mi Mix 2S, secondo ques’ipotesi, verrebbero presentati in separata sede con eventi ad hoc, probabilmente anche a causa delle festività legate al capodanno cinese.

COSA PRESENTERÀ  

Xiaomi porterà con certezza a Barcellona un ulteriore mattoncino verso il processo di ascesa di cui abbiamo parlato prima: presenterà infatti il secondo SoC (System on Chip) proprietario, il Surge S2. Una vera CPU mobile dopo “l’esperimento” Surge S1 dello scorso anno che ha fatto solo da apripista in un settore complicatissimo come quello dei microprocessori, dominato dai colossi proprietari di foundry come Qualcomm e Samsung.

Surge S2 è un octa-core con 4 core Cortex-A73 e 4 Cortex-A53 con clock di 2,2GHz, la GPU è una recente Mali-G71 anch’essa octa-core, memoria RAM con supporto LPDDR4 e storage UFS2.1. Il processo litografico è di 14nm, contro quello ormai collaudato a 10nm per i SoC di punta della concorrenza.

 

Nel complesso è un SoC “in ritardo” di un anno e mezzo rispetto ai ritmi forsennati del mercato, ma ampiamente sufficiente per soddisfare le esigenze di un terminale di fascia medio-alta.

Il vantaggio del produrre una CPU proprietaria sta innanzitutto nel ritorno economico, in quanto abbasserebbe la soglia del costo del singolo terminale, ma ha anche un senso strategico nell’ottica di un prossimo aumento della produzione, quella che in casa Xiaomi sperano che avvenga aprendosi al mercato occidentale.

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Studente di Ingegneria Elettronica, scrivo con piacere di ciò che mi interessa: tecnologia, sport e musica.

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