Razer Phone – un nuovo modo di vedere il gaming su smartphone?

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Razer ha presentato, nella serata di mercoledì primo novembre, il suo primo smartphone, nato dall’incorporazione di NextBit, il Razer Phone. Il presente smartphone passa alla storia come il primo smartphone dedicato al “gaming“. La Razer infatti ha implementato il dispositivo con feature che migliorano quel tipo di esperienza: Il Razer Phone monta come display prodotto da SHARP con un refresh rate a 120 Hz, doppiando quindi lo standard della categoria, oltre che un’implementazione audio stereo con certificazioni Dolby Atmos e THX e il “Game Boost“, utile per migliorare proprio il gaming. Oltre queste caratteristiche, non ha nulla di più, ad esempio, di One Plus 5, che si pone come vera potenza per il gaming da smartphone.

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Cosa quindi rende il prodotto di Razer appetibile e rivoluzionario? Al momento l’idea, il concept che questo smartphone porta. Razer, infatti, sintetizza il format che Nvidia con il suo Shield Tablet prima, e Acer con i suoi Predator 8 e 6, seppur mai messo sul mercato, hanno voluto rappresentare. Innanzitutto l’alternativa alle console, impresa ardua, ma che se sviluppata appieno può cambiare il modo di pensare gaming, ma anche l’estrema portabilità dei videogiochi, che ad oggi rappresenta un’esigenza importante per gli appassionati.

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Proprio sull’ultima possibilità, è bene soffermarsi, se pensiamo a questo Razer Phone. La casa costruttrice pare voglia puntare all’implementazione dei titoli disponibili sui cataloghi Play Store, andando quindi a minare le esclusività di console portatili e non. Immaginiamo per un attimo, che il concept di Razer Phone diventi uno standard della categoria, si riuscirebbe a rendere il gaming qualcosa di user-friendly anche per chi non ne è veramente avvezzo, così come lo sono diventati i social network.

Tutte queste però, sono solo supposizioni. Il terminale potrebbe risultare inizialmente acerbo e quindi, potrebbe rischiare di diventare di nicchia o peggio, essere accantonato. Senza dubbio comunque, l’idea avuta dalla casa californiana punta a cambiare per sempre il principale mercato dell’elettronica. Le case produttrici, telefoniche e videoludiche, iniziano a tremare…e a prendere appunti.

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